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:: SALUTE & BENESSERE

 

Vaccini e vaccinazioni antinfluenzali


Eccoci anche quest'anno in piena campagna vaccinale! Ed eccoci di nuovo a cercare di convincere i più restii a eseguire la vaccinazione antinfluenzale, unico sistema (oltre quello di affidarsi alla fortuna) per evitare il contagio e l'insorgenza dell'influenza. L'arrivo dei virus è atteso per dicembre ed è, dunque, importante vaccinarsi entro il mese di novembre in modo tale da poter coprire tutto l'arco dell'inverno. Infatti, con alcune variabilità individuali, il sistema immunitario impiega circa 2-3 settimane per essere pronto a reagire, con un'efficace produzione di anticorpi, se stimolato dal virus dell'influenza.
La condizione di resistenza alla malattia durerà alcuni mesi.
Le industrie farmaceutiche, nella produzione dei vaccini antinfluenzali, vengono aiutate dall'osservazione di quello che accade nell'emisfero australe in cui, in questo periodo, sta finendo la stagione invernale. Anche quest'anno sono entrati in circolazione i tre ceppi di virus influenzali della passata stagione:
1 – California (H1N1)
2 – Perth (H3N2)
3 – Brisbane
Pur non essendo ancora possibile prevedere quale ceppo sarà il predominante, questi saranno i virus della prossima influenza qui da noi. La vaccinazione prevede un'immunizzazione trivalente, che copre, cioè, tutti e tre i virus responsabili.
I principi attivi dei vaccini sono gli antigeni di superficie dei tre ceppi virali suddetti. Sono in pratica delle proteine virali che stimolano la produzione di anticorpi molto specifici, capaci dunque di opporsi all'infezione virale.
Quest'anno i medici di famiglia hanno ricevuto due tipi di vaccini. Il primo tipo è destinato alla vaccinazione della popolazione degli over 65. Esso contiene, oltre agli antigeni di superficie di cui abbiamo accennato, una sostanza detta "adiuvante". Tale sostanza serve a stimolare meglio la risposta del sistema immunitario (che nella popolazione più adulta potrebbe essere meno brillante) così da ridurre al minimo il rischio che la vaccinazione non "attecchisca" e il paziente, dunque, non sia protetto. La conseguente maggior efficacia ha un piccolo prezzo: aumentano leggermente le reazioni locali indesiderate (rossore e dolenzia nel punto di inoculazione del vaccino). Il secondo tipo, destinato invece a chi ha meno di 65 anni, non contiene adiuvante ma solo gli antigeni virali. Usandolo saranno minori le reazioni locali (anche se possibili). Entrambi possono determinare sintomi simil-influenzali (brividi, febbricola, astenia) ma non possono provocare una vera influenza poiché contengono solo frazioni non infettanti dei virus.
Insomma, la vaccinazione anti-influenzale, anche se non completamente priva di effetti collaterali (praticamente sempre di lieve entità e facilmente sopportabili) sembra essere un buon "affare" e sembra dare ottime garanzie di protezione sicura. Tuttavia, nonostante ciò e nonostante le campagne di sensibilizzazione, esiste una certa diffidenza verso il vaccino. Nell'inverno 2009/2010 la copertura vaccinale è stata del 20% circa (65% per gli over 65) e nell ?inverno scorso le percentuali sono anche un po' scese: 17% totale e 60% per gli over 65.
Alla luce di questi dati sembra opportuno, dunque, ricordare che la vaccinazione è certamente utile, sostanzialmente innocua e fortunatamente gratuita. Vale la pena di scoprire il braccio!

Marcello Rainelli
 

 


Vita d'ambulatorio:
Sora Maria e gli integratori


Caro dottore, eccome qua pronta pe' vaccinamme contro l'influenza e quest'anno senza fa tante storie!
Brava sora Maria, mi fa molto piacere vedere che finalmente si è convinta dell'utilità della vaccinazione e soprattutto dell?innocuità e sicurezza dei vaccini.
Ma certo che è così! Quant'ero stupida quando me fissavo sugli effetti collaterali dei prodotti medicinali! Era tutta corpa dei "bugiardini"… ce scrivono un sacco de stupidaggini. Beh, un attimo... non è vero che ci sono scritte stupidaggini.
Vengono indicati tutti i possibili effetti collaterali, anche quelli che accadono molto raramente e dunque sembra…
Ma pe' carità, ma l'ha mai letto er fojetto che sta drento l'aspirina? Aho, l'aspirina se la pjano tutti, chi per core chi pe l'ossa, ma a da retta alle istruzioni ce poi lascia la pelle facile facile. No, no… da quando ho smesso de preoccupamme de ste cose vivo morto mejio.
Brava! Comunque è parecchio tempo che non le faccio prescrizioni! Come sta andando la terapia per l'ipertensione? E il diabete ? Non prende più la metformina?
No! Quelle medicine l'ho smesse da prende! Me facevano male, me girava la testa, me mandavano ar bagno (detto co decenza), nun potevo più uscì da casa. Mo me curo co certi farmaci che m?ha consigliato la sora Nina, quella che abita proprio di fronte a me. Oh, c'ha più mali che capelli in testa, se ne 'ntende.
Non avrà ricominciato con le cure alternative?! Si ricorda che s'era tutta scompensata.
Ma quali cure alternative, nun so mica scema! Mo ce stanno gli integratori alimentari… leggi er fojetto e te senti sollevà, nun c'è sta na controindicazione, manco 'no svantaggio piccolo piccolo! E ce ne stanno tanti. Poi sceje l'aiuto che te serve. Sei stanco?… ce stanno certe buste. Sei stanco e te gira la testa?… ce ne stanno altre. Sei stanco, te gira la testa e sei anemico… n'artro tipo ancora! Eppoi: nun digerisci bene o pisci male o c'hai er fegato ingrossato e te gonfi come un pallone!?… ce stanno tutti li integratori che voi. Se poi voi fa quarche ciclo contro lo stress ossidativo… lì vai proprio liscio, nun c'hai che l'imbarazzo della scerta! E so tutti prodotti naturali: li estraggono dai semi dell'uva, dalla papaia fermentata, dall'aloe vera, dar ribes e dar mirtillo. Inzomma so proprio soddisfatta!
E un integratore che prevenga l'influenza non l'ha torvato?
Come no! Ce ne stanno a bizzeffe! Però vò mette la soddisfazione de fasse fa la vaccinazione dal proprio medico de fiducia, senza andà in farmacia, senza pagà 'na lira, senza problemi!?!
Sora Marì, abbia pazienza, dia retta a me: controlli più spesso la pressione arteriosa, faccia le analisi di controllo per la glicemia, aggiustiamo anche la terapia consueta, che le conviene… e mo? alzi la manica della camicetta che la vaccino!

Marcello Rainelli

 

 

Giornata mondiale per la lotta all'AIDS

Il 1 dicembre torna la giornata mondiale per la lotta all'Aids. Si continua, così, la promozione e la tutela del diritto alla salute delle persone sieropositive, di quelle malate di Aids e delle comunità più colpite dall?infezione. È fondamentale attuare politiche culturali, sociali e sanitarie intorno alle tematiche del virus dell'HIV, in grado di suscitare risposte concrete al superamento delle diverse problematiche inerenti all'Aids e di fornire strumenti validi per la comprensione reale di quella che viene da tempo considerata la malattia del secolo. Molte le iniziative nel mondo per risvegliare l'attenzione sul tema: campagne informative, incontri con professionisti, raccolte fondi, attività di sensibilizzazione da parte di associazioni nazionali. Scenderanno in campo medici, ricercatori, associazioni di malati, politici, personaggi dello spettacolo ed è attesa, ovviamente, l'attenzione da parte dell?intera società civile.Pronta per la nuova campagna nazionale è Lila, la Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids, un'associazione senza scopo di lucro nata nel 1987 che agisce sull'intero territorio nazionale attraverso le sue sedi locali. Il tema sarà ancora una volta la prevenzione dell'Hiv per via sessuale, la causa di trasmissione più diffusa in Italia. Il lancio ufficiale della campagna avverrà a ridosso del 1 dicembre e ci saranno iniziative locali nelle 15 sedi sparse sulla penisola.A 30 anni dall'esplosione di questo virus, per cui al momento non è ancora disponibile nè un vaccino nè tantomeno una cura, ma soltanto terapie per cronicizzare la malattia e tenere sotto controllo il decorso, decine di associazioni si sono riunite per concordare un documento da sottoporre ai decisori politici. È così che la scorsa estate è stata presentata la "Dichiarazione di Roma", quattro pagine da lanciare al futuro con le regole e le priorità per un efficace contrasto all'infezione da HIV, pubblicata anche in inglese.

 

 


Allarme Tbc al Gemelli: infermiera affetta nel reparto di neonatologia

L'allarme Tbc è scattato al policlinico Gemelli di Roma lo scorso luglio, dopo che un?'infermiera del reparto di neonatologia ha scoperto di essersi ammalata di tubercolosi. Per la donna è partita subito una profilassi antitubercolotica standard e la sospensione dall?incarico a scopo precauzionale. In accordo con l'assessorato alla Sanità della Regione Lazio, l'ospedale Spallanzani e il pediatrico Bambin Gesù, l'Asp (l'Azienda di sanità pubblica) e la Asl Roma E, il Gemelli ha immediatamente attivato un ambulatorio dedicato ai piccoli nati tra gennaio e luglio 2011 per effettuare controlli con test ematici. Nel mese di agosto è venuto alla luce il primo caso di possibile contagio di tubercolosi legato alla malattia dell'infermiera del nido del Policlinico, ai danni di una bambina di 5 mesi, poi ricoverata all'Ospedale Bambin Gesù, comunque in buone condizioni. In seguito a tale notizia la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine sull'intera vicenda. Dopo poco più di un mese dalla scoperta dei 122 neonati risultati positivi al batterio della tubercolosi (non malati), l'inchiesta ha portato all'emissione di avvisi di garanzia per i sanitari dell'ospedale: sette persone indagate, tra cui sei dipendenti del Gemelli e il medico di base dell'infermiera. Per tutti i reati ipotizzati sono stati di epidemia e lesioni colpose. Lo scorso 29 settembre, il Tar del Lazio ha accolto la richiesta presentata dal Codacons di verificare la positività per i nati nel reparto di neonatologia anche prima del 2011, ovvero durante il periodo di permanenza nel policlinico dell'infermiera affetta.Contro questa decisione hanno fatto appello la Regione Lazio e il Policlinico Gemelli, richiedendo così una sospensiva immediata di tale ordinanza secondo cui si sarebbe dovuto estendere il test Quantiferon, basato su un prelievo del sangue e sul controllo della presenza degli anticorpi, ai neonati del 2010.Il Consiglio di Stato si è pronunciato l'11 novembre, accogliendo gli appelli di Regione Lazio e Policlinico, stabilendo che i test per verificare la presenza di Tbc nei bambini nati al Gemelli di Roma durante la permanenza dell?infermiera affetta, siano effettuati solo per l'anno 2011 precisando, comunque, che, nel caso fossero accertati ulteriori casi positivi, i controlli andrebbero estesi a ritroso di tre mesi in tre mesi.

Daniela Mattei

 

 
  Psicologia e questione GBLT


Una società dove le persone Gay, Bisessuali, Lesbiche e Transessuali (da cui l'acronimo GBLT) sono rispettate come portatrici di una diversità ricca e interessante per tutti i suoi membri sarebbe, secondo me, una società più libera e più giusta. Chiariamo alcuni termini del discorso. Il primo e più noto, "orientamento sessuale" identifica le preferenze sessuali di ciascuno di noi, se esse sono prevalentemente rivolte verso i maschi o le femmine.
Prevalentemente è qui una parola chiave, in quanto di solito si tende a racchiudere le persone in due o massimo tre categorie. Questo può far sentire alcune persone rinchiuse in un recinto troppo stretto che non rende giustizia alla propria esperienza. Eppure uno dei primi studiosi del comportamento sessuale, Kinsey, utilizzava una scala a 6 categorie nella quale vi erano molte gradazioni intermedie tra "eterosessuale" ed "omosessuale". Mi sembra un utile concetto per contrastare la tendenza della nostra società a dicotomizzare tutto. Le etichette sono indubbiamente utili alla comunicazione sociale, ma se invece si vuole descrivere il proprio specifico modo di essere, bisogna narrare con completezza la propria storia di vita, accettarne le contraddizioni con assai maggiore libertà.
Un secondo concetto è "identità di genere": essa è definita come "il nostro senso interiore di appartenenza ad un sesso piuttosto che ad un altro". Ad esempio, nelle persone transessuali (in transizione da maschio a femmina o, viceversa, da femmina a maschio) l'identità di genere diverge dal sesso "biologico" creando una problematica radicale caratterizzata da intenso dolore e mancata accettazione del proprio corpo. Perciò una persona transessuale si considera del "sesso opposto" e vorrà essere considerata come tale. Interventi chirurgici e ormonali di varia natura possono aiutare ad avere una vita migliore riducendo la distanza tra la propria identità di genere ed il proprio corpo reale.
Nella nostra società le persone GBLT possono avere spesso difficoltà più o meno grandi che spaziano dalla paura nel comunicare la propria realtà alla famiglia, al rifiuto delle persone fino all?essere costretti a trasferirsi in una città più grande. A volte si hanno difficoltà a comunicare anche al gruppo di amici il "segreto", che può essere vissuto con colpevolezza. La consulenza psicologica e la psicoterapia possono favorire un processo di accettazione, dove necessario, sostenere nel percorso della propria vita. Allo stesso tempo, compito della psicologia è anche aiutare chi si scontra con le proprie difficoltà con tali persone e sia desideroso di superarle ad affrontare la propria omofobia o trans fobia. Perciò io credo che psicologia e psicoterapia siano risorse importanti e si costituiscono, insieme con l?associazionismo (Circolo Mario Mieli, Associazione Libellula, partiti e sindacati), come risorse in più per difendere la qualità della propria vita.

a cura del dottor
Arnaldo Mirabelli
Psicologo Psicoterapeuta

 

 
  Come non aumentare
il proprio peso a Natale



Arriva Natale e arrivano le tentazioni: pandori, panettoni, torroni ma anche cotechini, zamponi, tortellini in brodo, fettuccine ben condite, sformatini vari e tutti quegli invitanti antipasti più o meno elaborati… e certamente le basse temperature non aiutano a dirigere le nostre scelte verso insalate e cruditè! I maggiori responsabili dell'impennata calorica che, in questo periodo, la nostra alimentazione quotidiana potrà subire sono soprattutto i grassi animali - burro, panna e strutto - contenuti in quasi tutti i dolci della tradizione natalizia ma anche in molteplici ricette salate di appetitosi primi e secondi piatti, senza contare la quantità di olio che si va distribuendo senza risparmio per cucinare quei buonissimi manicaretti di vegetali e pesci fritti, solitamente associati alla cena della Vigilia. Se poi aggiungiamo che durante le festività si frequentano di più amici e parenti e si fa tardi la sera, ad un menù così caloricamente ricco si va ad aggiungere anche una maggiore predisposizione verso le tentazioni e un mangiare ad orari sicuramente diversi dai nostri soliti.
I frigoriferi si riempiono di golosità e anche nei giorni successivi a quelli strettamente festivi abbondano di succulenti "avanzi" che invitano alla trasgressione.
E allora, come arginare la possibilità dell'aumento del peso che incombe su queste belle giornate all'insegna dell'armonia famigliare e della serenità? Quali sono gli alimenti da eliminare, almeno tra un cenone e un altro? E quali invece preferire?
Per i pasti delle date importanti si possono certamente infrangere le regole della sana alimentazione, ma se non si esagera non si rischia neanche di vedere salire vertiginosamente l'ago della bilancia giorno dopo giorno. Tra tutti gli antipasti che ci si possono presentare in tavola naturalmente i fritti, i cibi conditi con salse varie e i formaggi cremosi tipo francesi sono sicuramente i più calorici, perciò meglio solamente assaggiare un pezzettino di cavolfiore fritto e una ½ cucchiaiata di insalata russa per dirigere invece le nostre preferenze su insalata di mare e soutè di cozze e vongole bene sgocciolati, su verdure grigliate all'aceto balsamico e bresaola con rucola e scaglie di parmigiano. Tra i primi piatti se il menù ne prevede due meglio scegliere una mezza porzione di quello che ci attira di più evitando quelli conditi con panna e quelli troppo pasticciati. Vanno bene la pasta o i risotti al pesce, le fettuccine al ragù non troppo sugose, pochi tortellini in brodo, poca lasagna vegetale. Mentre sicuramente i secondi - a meno che non siano fritti e non contengano salse e maionese - sono quelli che apportano un po' meno calorie: grigliate di pesce e carne, arrosti vari senza intingoli, bolliti misti evitando pelle e grassetti. Per i contorni ci si può sbizzarrire su tutti quelli crudi e i grigliati da condire a parte, su quelli cotti all?olio e aglio ma sgocciolati mentre si deve andare più cauti nello scegliere patate e legumi perché più calorici, quindi se proprio non possiamo farne a meno prendiamone solo una piccola quantità. La frutta, in questi pasti già così assortiti, sarebbe meglio evitarla, al limite meglio scegliere una fetta di ananas piuttosto che la macedonia o gli agrumi; mentre la frutta secca così ricca di vitamine e sali minerali contiene così tante calorie che non è proprio il caso di aggiungerla al fine pasto natalizio. Meglio lasciarla per le colazioni o gli spuntini delle giornate intermedie, ma sempre non più di due o tre frutti. E poi ricordiamo che: il cotechino è leggermente meno calorico dello zampone, il vino bianco secco è meno calorico del vino rosso e dei vini dolci, il panettone vince sul pandoro che è troppo burroso, il torrone fondente - per quanto molto calorico - lo è un po' meno rispetto a quello gianduia e al bianco. Tutti gli avanzi, se è possibile, invece di lasciarli in frigo, sarebbe meglio surgelarli in piccole porzioni: così facendo non solo eviteremo di lasciarci tentare con la scusa che poi tutto andrà a male, ma avremmo dei pasti già pronti da portare in tavola quando oramai le festività saranno solo un ricordo.
E se poi, malgrado i miei consigli e le vostre attenzioni, il vostro peso sarà comunque aumentato, non aspettate troppo tempo per iniziare una dieta equilibrata, perché più passeranno i giorni e più il sovrappeso potrebbe stabilizzarsi: sarà la dietista a fornirvi tutto il materiale necessario per riuscire a ritornare in forma bene e in tempi brevi.

A cura della Dott.ssa
Roberta Fianchini

 

 
  Il trucco giusto per le feste

Belle a capodanno
belle tutto l'anno


Per il Natale in famiglia, è consigliato un trucco luminoso e naturale. Quindi bisognerà applicare una base leggera con un fondo fluido opacizzato, solo per chi ha una pelle grassa, da un leggero velo di cipria in polvere, mascara e un gloss colorato nella tonalità del rosso. Sono perfetti anche dei fard che possono variare, per le rosse e le brune, dal pesca all'arancio e, per le castane e le bionde, sul rosato.
Per capodanno, invece, coraggio: si può azzardare l'acquisto e l'utilizzo di ciglia finte intere! Se ne possono trovare di ogni tipo: folte, con dei piccoli strass, o addirittura con le piume finali. A seconda di dove si passerà il veglione andranno scelte le ciglia più appropriate. Dal momento che appesantiscono subito l'aspetto, meglio una base per il viso opaca ma coprente: quindi risulterà perfetto un fondotinta compatto, poiché molto pigmentato, e anche opacizzante poiché contenente del talco. Questo assicurerà un aspetto impeccabile fino al mattino.
Nella scelta del fard meglio orientarsi verso tonalità naturali, mentre si potrà giocare con il colore per le labbra: ad esempio rosso fuoco, ciliegia, bordeaux. Quello che non va dimenticato è applicare la matita prima del rossetto per rendere più duraturo il trucco. La matita utilizzata dovrà essere esattamente dello stesso colore del rossetto, infatti sarebbe bene acquistare i due prodotti insieme. Per la palpebra può essere fatto un semplicissimo chiaro-scuro naturale e, prima di applicare le ciglia finte, andrà controllata la loro lunghezza poggiandole sull'occhio e tagliando eventualmente l'eccesso, partendo dall?angolo interno. Insieme alle ciglia va acquistata una colla specifica, meglio se nera, da stendersi lungo il supporto di silicone. Applicarle, poi, sull?occhio semichiuso con una lieve pressione al centro, dopodiché farle aderire bene su tutta la rima ciliare.

Loredana Vanini
make up artist - docente presso
l'Accademia di trucco di Roma

 

 

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