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Proseguiamo il nostro viaggio
fra i numerosi luoghi di culto
presenti nella zona della Bufalotta,
un'area che curiosamente
presenta una grande concentrazione
di templi non cattolici. Dopo
aver conosciuto il Kai Kan buddista,
di cui abbiamo ampiamente
parlato nello scorso numero, è ora
la volta della "Betel", sede italiana
dei testimoni di Geova. Il termine
"Betel" significa letteralmente
"Casa di Dio", un nome biblico. Il
lavori di costruzione della struttura
originaria furono iniziati nei primi
anni Settanta. Negli '80 furono poi
aggiunti altri edifici, con uffici, alloggi
e altri servizi, tra cui la tipografia
in cui viene stampata "La
Torre di Guardia", la famosa rivista
che molti di noi trovano nelle cassette
della posta. Attualmente all'interno del complesso vivono
circa cinquecento persone.
La "Betel" di via della Bufalotta,
per i Testimoni di Geova italiani,
non è solo un grande centro spirituale
e culturale, ma per certi
versi è una sorta di "paradiso terreno
in tempi moderni", tanto che
esiste anche un fenomeno (assai
poco conosciuto da parte di chi
non è un adepto) di immigrazione
di Testimoni di Geova da altre
zone, non solo di Roma, ma dell'intera penisola, proprio per poter
diventare "Beteliti", cioè per poter
lavorare come volontari all'interno
del centro, un luogo che
viene vissuto come una sorta di
"terra promessa". Ad un paio di
chilometri di distanza dalla sede
centrale, in cui si svolgono gli incontri
religiosi, vi è anche la cosiddetta
"Betel Due": una
proprietà di oltre cinque ettari con
capannoni industriali, officine e
magazzini, parzialmente riconvertiti
in alloggi. Inoltre, lungo il
percorso fra i due centri, la maggior
parte dei villini che si possono
vedere sono stati acquistati
proprio dalla "Congregazione",
così come molti terreni e fattorie
della zona. Insomma, tutta l'area
è una sorta di microcosmo, gestito
quasi interamente dai Testimoni
di Geova. Numerosi sono
anche i poderi di proprietà della
Società Torre di Guardia, in cui si
coltiva frutta e verdura, in cui ci
sono stalle con bovini, ovini,
suini, galline e polli. Qui si produce
in proprio latte, burro, formaggio,
salumi, si macellano gli
animali allevati. In pratica si può
dire che i "beteliti" non comperino
quasi nulla di ciò che consumano
durante i pasti, tranne forse il
pesce.
La vita per chi vive all'interno della
Betel è caratterizzata da numerose
regole e da una stretta disciplina.
Ciascuno qui ha un ruolo:
alcuni volontari provvedono alla
preparazione dei pasti, altri si occupano
delle pulizie, altri ancora
della lavanderia, della manutenzione
degli impianti, ecc. oltre a
coloro che, sempre con spirito di
volontariato, si occupano dei lavori
relativi alla tipografia e agli
altri uffici. Inoltre, ogni mattina i
"beteliti" prima e dopo colazione
si dedicano alla lettura di un versetto
biblico, mentre il lunedì sera
ha luogo uno studio più approfondito
della Bibbia, realizzato anche
con l'aiuto degli articoli pubblicati
su "La Torre di Guardia". Tutti i
membri della "famiglia Betel" frequentano
poi una scuola interna,
la cosiddetta "scuola per principianti",
seguendo un corso che
serve sia ad aumentare le loro conoscenze
bibliche, sia ad adattarsi
alla vita interna della
congregazione.
Pochi sanno che la Betel, che per
coloro che non sono Testimoni di
Geova presenta anche qualche
alone di "mistero" (come accade
spesso per tutto ciò che si conosce
poco) è in realtà un luogo
assai poco "misterioso" e ampiamente
aperto al pubblico. Sono infatti
anche previste delle vere e
proprie visite guidate all'interno
del complesso, durante i giorni feriali
dal lunedì al venerdì, sia la
mattina che il pomeriggio.
Massimiliano Cacciotti.
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